hockey

L’hockey su ghiaccio

La grinta dell’Altopiano

  • 1900  – In Altopiano inizia l’avventura dell’hockey su ghiaccio: sfruttare le superfici ghiacciate, per praticare, con rudimentali equipaggiamenti (lame d’acciaio fissate agli scarponi), la disciplina del pattinaggio.
  • 1934  – Il Cavalier Edoardo Carli riunisce dei giovani per insegnar loro il gioco dell’hockey.
    A questo scopo fonda una società: nasce l’Asiago Hockey Club.
  • 1935  – Primo match ufficiale degli asiaghesi contro una rappresentativa dei Giovani Universitari Fascisti di Padova.
  • 1936  – L’Asiago Hockey Club partecipa al suo primo campionato nazionale: la Serie “B”.
  • 1939/45  – Gli eventi sportivi si fermano a causa della Seconda Guerra Mondiale.
  • 1970  – L’Asiago Hockey entra per la prima volta in Serie “A”.
  • 1976/77  – La squadra retrocede in serie “B” perché la pista non è in ghiaccio artificiale.
    Vince il Trofeo e viene costruito il Pala Hodegart.
  • 1979/80  – Può rientrare in Serie “A” e conclude la stagione al 5° posto.
  • 1981/82  – Primo 3° posto.
  • 1985/86  – Euro Tv Telepadova, emittente televisiva, diventa il primo vero sponsor della squadra.
  • 1987  – Partecipa alla sua prima finale di scudetto e guadagna dal CONI la “Stella d’Oro al merito sportivo”.
  • 1989/90  – Gioca nuovamente la finale di scudetto contro il Bolzano, che si appropria del tricolore.
  • 1990/91  – Cambio ai vertici societari e cambia quasi totalmente la squadra. 
  • 1991/92  –   Vince la prima Coppa Italia, chiude al 3° posto la stagione di campionato  e sfiora la finale nella prima edizione dell’Alpenliga.
  • 1993/97  – Periodo segnato da problemi finanziari. La dirigenza si dedica alla crescita del settore giovanile che vince due titoli nazionali Under 20 consecutivi. Proprio con i giovani
    L’Asiago Hockey getta solide basi per la rinascita dell’intero movimento.
  • 1999/99  – Porta avanti il progetto “farm-team”, una seconda formazione dove maturano i giovani talenti del vivaio.
  • 1999/00  – Campionato che vede finaliste l’Asiago ed il Bolzano, però l’Asiago s’inceppa all’ultimo e lo scudetto va al Bolzano.
  • 2000/01  –    Nuovo allenatore, nuovo hockey: le vittorie aumentano e l’Asiago è primo. Vince la sua seconda Coppa Italia, permettendo l’accesso alla prima Continental Cup. La finale di campionato è con il Milano, che consegna all’Asiago il primo scudetto della sua storia. Una settimana dopo arriva dalla FISG la Coppa Millennium.
  • 2001/02  –  Perde la finale della Supercoppa Italiana, ma diventa una delle capitali dell’hockey europeo ospitando un girone della “Continental Cup”, dove ottengono il 2°posto, mancando però la Final Four. La squadra vince la sua terza Coppa Italia.
    Si aggiudica anche il primo posto nella “Regular season”, stabilendo un record per l’hockey europeo: 3 reti in inferiorità numerica in 45” di gioco. I giallorossi chiudono la stagione al 3° posto.
  • 2002/03  – Perde la Supercoppa Italiana ed è ultimo in classifica di campionato; poi la lenta risalita fino al vertice della Serie A1. A novembre arriva la semifinale di Continental Cup, ma i veneti terminano fuori. Si va ai playoff: l’Asiago trova il Bolzano, che viene battuto in gara 5. Gioca la finale di scudetto con il Milano, che lo vince in gara 6, dopo i rigori.
  • 2003/04  –  Vince la sua prima Supercoppa Italiana, viene sconfitto in Continental Cup e poi eliminato nella semifinale di Coppa Italia. Una seconda fase di campionato perfetta, come i playoff. Finale scudetto ancora contro il Milano; I giallorossi sognano, ma l’incubo ritorna: è ancora il Milano a vincere.
  • 2004/05  – La squadra schiera una formazione “Stellare” grazie ai giocatori che provengono dalla NHL che non può essere giocata. Quest’Asiago però non rispetta le alte aspettative uscendo in semifinale contro il Cortina.
  • 2004/05  – Cambia l’allenatore, il portiere e gran parte degli attaccanti. L’Asiago guida la classifica fino all’anno nuovo: cede all’Italia cinque giocatori per le olimpiadi, uno dei quali ritorna infortunato. I giallorossi non riescono a brillare.
  • 2004/05  – Netto cambio di rotta: solo 8 stranieri per squadra. Si richiamano dei giocatori “navigati”, e altri si prendono dal farm-team. L’allenatore si cambia in corso d’opera.
    Ultimo posto, ma la società ha più a cuore la crescita dei giocatori piuttosto che i risultati.
  • 2007/08  – Inizio tragico: Darcy Robinson viene colto da un attacco di cuore durante una partita. Sospesi tutti gli incontri della serie A e, dopo il suo decesso, la società ritira il numero 5. L’Asiago non si riprende, e chiude all’ultimo posto.
    Lucio Topatigh, a quasi 43 anni, gioca la millesima partita in Serie A.
  • 2008/09  – 5°posto in campionato e fuori agli ottavi di Coppa Italia
  • 2009/10  –  L’HC Asiago torna a disputare una finale scudetto, contro l’SV Renon, e vince il suo secondo titolo italiano.
  • 2010/11  –  Gli stellati perdono la Supercoppa Italiana, la finale di Continental cup e l’accesso alle finali di Coppa Italia. Vincono però il loro terzo scudetto, pochi giorni dopo che anche l’under 18 dell’Asiago è riuscita a laurearsi Campione d’Italia.
  • 2011/12  – Sconfitta in Supercoppa, la squadra punta tutto sulla Continental Cup, dove accede alla Super Final, ma arriva 4°, viene esclusa dalla coppa Italia e manca la qualificazione alla seconda fase del campionato, finendo in un girone “di ripescaggio”; la panchina viene affidata a John Parco, ma il cambio di gestione non porta risultati e l’Asiago chiude la stagione all’ottavo posto.
  • 2012/13  –  Coppa Italia sfumata, ma con il roster al completo, arriva al sesto posto, ai quarti e affronta il Bolzano. Easy win per i giallorossi, che in semifinale incontrano i favoriti, prontamente sconfitti. Nona finale playoff, contro il Valpellice. L’Asiago vince e ottiene il suo quarto titolo, terzo in quattro anni. La stagione giallorossa è superlativa, con tutte le squadre giovanili nei primi 4 posti di categoria, e con la under-14 sul gradino più alto del podio.
  • 2013/14  –  Cinquantesima stagione in serie A, l’Asiago conquista il primo posto, vince la Supercoppa Italiana, il terzo posto alla Continental Cup, ma niente Coppa Italia. Dopo vari problemi alla rosa, l’Asiago ottiene il 3º posto in campionato.
  • 2014/15  –   Ottima prima e seconda fase, l’Asiago supera l’Appiano in gara-7, fredda il Milano in 4 gare, accede alla decima finale della sua storia e in gara-7 si impone, diventando per la quinta volta Campione d’Italia. Vince la terza Supercoppa Italiana.
  • 2015/16  – Ottiene il quarto posto alla Continental Cup, è fuori dalla Coppa Italia, ma conquista il terzo posto in campionato.
  • 2016/17  – Nasce la Alps Hockey League, campionato internazionale, pur continuando ad assegnare il titolo di Campione d’Italia. L’Asiago, accede ai playoff ed arriva in finale, sia dell’AHL che in quella per lo scudetto, entrambe contro il Renon ed entrambe con lo stesso esito: l’Asiago è secondo in ambedue le occasioni.

Stagione 1999/2000

Una stagione da record

40 vittorie consecutive

record assoluto per l’hockey ghiaccio

22 vittorie interne consecutive
19 vittorie esterne consecutive
9 vittorie senza subire reti 

5 nella Regular-Season; 1 nel Master Round, 3 nei Play-Off
18 vittorie con un solo goal subito

14 nella Regular-Season; 3 nel Master Round,1 nei Play-Off
26 giornate consecutive 

in vetta alla classifica di Serie A

260 minuti e 56 secondi consecutivi d’imbattibilità del portiere in incontri casalinghi

301 goals realizzati, miglior attacco 204 nella Regular-Season; 47 nel Master Round, 50 nei Play-Off
68 goals subiti, miglior difesa

38 nella Regular-Season; 13 nel Master Round, 17 nei Play-off
10 reti, di cui 4 in appena 78 secondi, realizzate durante il primo tempo della partita Asiago-Appiano (18-0), nell’ultima giornata della Regular-Season ed è anche la vittoria più larga della storia del club

99 punti (40 goals + 59 assists) in 28 partite con cui Lucio Topatigh, primo giocatore nella storia dell’Asiago, si è aggiudicato la classifica marcatori + assists della Serie A al termine della Regular-Season.

Pala Hodegart 

Il Pala Hodegart, erroneamente chiamato “Odegar” per effetto di una italianizzazione scorretta del suo nome cimbro, sorge a pochi passi dal centro cittadino sull’omonima località. 

Il termine Hodegart deriva dal cimbro e significa orto (gart) di Höðr (Hoder), uno spirito della mitologia scandinava.
La struttura senza dubbio può essere considerato uno dei più famosi simboli della comunità dell’Altopiano dei Sette Comuni. Per la sua estetica e collocazione ambientale è da ritenersi uno tra i più caratteristici impianti del panorama nazionale. 

La pista artificiale scoperta (metri 30 x 60) fu realizzata a tempo di record nel 1977.

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