Sci alpino / discesa

Storia della tecnica

  • 1860  – Da mezzo di locomozione a strumento di attività sportiva

    Valle norvegese di Morgedal, distretto di Telemark. Fu qui che lo sci, da mezzo di locomozione, com’era stato per secoli, divenne strumento di attività sportiva. In quella zona venne organizzata la prima gara sugli sci, che consisteva nello scendere da un ripido pendio a curve veloci, tenendo in mano un bicchiere pieno di birra: veniva proclamato vincitore colui che terminava il percorso senza rovesciare il contenuto.I montanari di Morgedal dimostrarono ed insegnarono per primi il “telemark”, il primo esercizio conosciuto che permetteva di girare gli sci. Lo sci diventò così uno sport, con una sua tecnica ed una sua didattica. 

    Prima di allora, per cambiare direzione, bisognava ricorrere a “passi di giro”, oppure ci si esibiva nel “salto d’arresto”: ci si appoggiava con forza su uno o due bastoni piegando le ginocchia e, successivamente, lanciando in alto le punte degli sci con un volteggio simile a quello del salto con l’asta nell’atletica, si ricadeva di traverso rispetto alla linea di discesa.

    Per ridurre la velocità e fermarsi si usava la tecnica della “raspa”, che consiste nell’esercitare più o meno pressione su un bastone usato da freno in mezzo alle gambe.

    A Sondre Norheim, che può essere considerato il padre della prima tecnica sciistica, va il merito di aver gettato le basi delle gare dello sci nordico. Nel 1860 compì un salto di trenta metri, vero record per l’epoca. Modificò anche gli attacchi allora in uso, fissando più solidamente il piede allo sci.

  • 1880  – Furono fondati i primi “circoli” che poi si trasformarono in ski club. Vennero organizzati i primi raduni, le prime gare. Furono pubblicati sui giornali i primi articoli che parlavano dello sci…
  • 1881  – Nacque in Austria lo “Ski club Gloris” e nel 1896 in Francia lo “Ski club des Alpes”.
  • 1896  – La Scuola Austriaca
    Fu un austriaco, Mathias Zdarskj, “patriarca dello sci moderno”, a contribuire in modo decisivo al passaggio dall’era del “telemark” a quella dello sci alpino, ideando diversi tipi di attacchi per fissare lo scarpone allo sci. Questo tenace pioniere, operando da autodidatta, sperimentò per sei anni la nuova tecnica, chiamata “voltata d’appoggio”: spazzaneve effettuato con le ginocchia piegate e un solo bastone. Facendo perno su di esso alternativamente a destra e a sinistra, Zdarskj riusciva a voltare anche su pendii ripidi.

    (La tecnica dello sci di Lilienfelder – 1896)

  • 1910  – Lo “stemmbogen” è la tecnica messa a punto dal colonnello austriaco Giorgio Bilgeri, allievo di Zdarskj. Questi organizzò il primo corso di sci riservato a militari e diventò famoso oltre i confini del suo paese, sia nelle Alpi che in Inghilterra e nel Caucaso, anche perché scrisse  il libro “L’arte dello sci nelle Alpi”, che per molti anni rimase il testo più importante nel campo dell’insegnamento. Il movimento determinante per curvare deve partire dagli arti inferiori.
  • 1920  – Si ebbe la vera svolta storica con la diffusione del “cristiania” (stemm-cristiania), una tecnica più idonea ai terreni alpini, più ripidi e normalmente costretti in spazi trasversali limitati. Protagonista incontrastato di questa innovazione fu l’austriaco Hannes Schneider (Scuola dell’Arlberg dallo spazzaneve al parallelo).
  • 1930  – Fritz Renel, prendendo spunto dalla rotazione effettuata dal busto dei pattinatori su ghiaccio, inventa la curva “renel” o “royal christie”: gli sci sono distanti ma per la prima volta paralleli per tutta la durata della curva.
    Vince il Trofeo e viene costruito il Pala Hodegart.
  • 1930  – La Scuola Svizzera

    Pressapoco nello stesso periodo, gli svizzeri introdussero nella tecnica del parallelo uno stile che si potrebbe definire “di posizione” anziché di slancio: il treno inferiore (dal bacino alle caviglie) ruotava in senso di curva, mentre busto e spalle rimanevano immobili, rivolte a valle. Nel cristiania rapido, busto e spalle tendevano a ruotare in senso contrario alla curva, reagendo per inerzia alla rotazione delle gambe.
    Certo si sarebbe guadagnato molto tempo se contro le proposte innovative degli svizzeri Giovanni Testa ed Eugenio Matthias non si fosse levata una negatività generale. Negli anni ’30 essi intuirono le potenzialità di una tecnica basata sulla spinta dell’anca con ripresa degli spigoli. Purtroppo pochi atleti, in quegli anni, diedero credito a tale teoria che così fu momentaneamente accantonata.

  • 1930  – La Scuola Francese

    I francesi, negli stessi anni, misero a punto la “ruade”, che permetteva di far girare gli sci entro un raggio molto breve, cosa assai utile nello slalom e su pendii ripidi. Si piantavano i bastoncini lungo la diagonale, sollevando le code degli sci dalla neve, quindi, facendo perno sulle punte, si spostavano lateralmente le code per riprendere contatto con la neve sulla massima pendenza e chiudere la curva con un cristiania verso monte.

    Questa tecnica consentiva un miglior controllo degli sci, in tutte le condizioni; in alternativa venne ideato il “dérapage”, che consiste nel lasciarsi scivolare lateralmente lungo pendii molto ripidi, partendo dalla posizione diagonale e rilasciando la presa degli spigoli. Ma ciò che caratterizzava la “méthode française” era soprattutto la “rotazione” che, partendo dalle spalle, si trasmetteva agli arti inferiori per far girare gli sci.

  • 1937  – Lo scopritore della ruade e della rotazione fu Anton Seelos, nato a Seefeld nel 1911, quattro volte campione del mondo e futuro maestro di Emile Allais: la sua tecnica venne presa ad esempio per molto tempo, anche perché questo grande campione seppe sfruttarla al meglio.
  • 1950  – Con il passare degli anni il metodo francese subì diverse modificazioni: Vuarnet e Joubert, negli anni ’50, introdussero il cosiddetto “appel”, una rotazione appena accennata in preparazione della curva.
  • 1950  – La nuova tecnica Austriaca

    Stephan Kruckenhauser insegnò a lungo nella scuola di St. Christoph all’Arlberg, dove mise a punto le sue rivoluzionarie teorie. Il nuovo metodo si basava sull’istinto e sulla predisposizione naturale di ogni sciatore: il centro motore dei movimenti passava dalle spalle alle anche-ginocchia-caviglie, il peso era meglio distribuito, favorendo la ricerca dell’equilibrio ottimale.

    Questa tecnica, denominata “sci naturale” o “wedeln”, segnò l’inizio dell’era dello scodinzolo e presto fu adottata anche dai francesi sotto il nome di godille. Ad essa si associava un metodo più razionale d’insegnamento e questo fece sì che molti “cittadini” incominciassero ad avvicinarsi allo sci. 

    In Italia esso fu subito adottato dal coordinatore della scuola italiana, Franz Freund; atleti famosi usarono la tecnica di Kruckenhauser per raggiungere grandi risultati agonistici, quali Zeno Colò, medaglia d’oro in discesa libera alle Olimpiadi di Oslo nel 1952, e Toni Sailer, medaglia d’oro nelle tre specialità alle Olimpiadi di Cortina nel 1956.

Lo “ski” ha origini preistoriche,
come è dimostrato dal ritrovamento
dello “ski di Hoting”, scoperto recentemente
in una palude, ed ora conservato nel museo
di Stoccolma, che si fa risalire al 4800 a.C

BIOGRAFIA DI FABRIZIO TESCARI:

Fabrizo Tescari nato ad Asiago il 6 aprile 1969 è un ex sciatore alpino italiano specialista nella specialità dello slalom speciale.

 

Slalomista puro, Fabrizio Tescari debuttò in campo internazionale in occasione dei Mondiali juniores di Sälen 1987, cogliendo tra l’altro il 4º posto proprio nella specialità prediletta. In Coppa del Mondo ottenne il primo risultato di rilievo il 10 dicembre 1991 nello slalom speciale di Sestriere, giungendo 15º.  Il 29 novembre 1992 conquistò, sempre tra i pali stretti, l’unica vittoria, nonché unico podio, della sua carriera in Coppa del Mondo, nella stessa località italiana. In seguito non riuscì più a salire sul podio, pur ottenendo diversi piazzamenti. Ai XVII Giochi olimpici invernali di Lillehammer 1994, sua prima partecipazione olimpica, non concluse la prova.  Ai Mondiali della Sierra Nevada del 1996 fu 11º, mentre non terminò la sua gara né alle successive rassegna iridate cui prese parte (Sestriere 1997 e Vail/Beaver Creek 1999), né ai XVIII Giochi olimpici invernali di Nagano 1998. Gareggiò l’ultima volta nel Circo bianco il 23 gennaio 2001 a Schladming (Austria), senza riuscire a qualificarsi per la seconda manche.

PALMARES:

COPPA DEL MONDO: 1992 – 1 oro

 

PARTECIPAZIONI:

  • 10 Coppa del mondo
  • con molti piazzamenti tra i primi 10
  • Stagione 1990/1991
  • Slalom Coppa Europa 
  • 3° posto classifica finale 
  • 5° posto classifica generale

 

 

TITOLI ITALIANI:

Campionati Italiani Assoluti

 

  • 1992 1° posto slalom speciale – Val di Fassa (TN)
  • 1995 3° posto slalom speciale
  • 1996 3° posto slalom speciale – Ponte di Legno (TN)
  • 1997 1° posto slalom speciale – Cerreto Laghi (RE)

 

 

Campionati Italiani:

 

  • 1981 Campionati Italiani Ragazzi – Cerreto Laghi (RE)
  • 1° posto slalom gigante, 2° posto slalom speciale, 
  • 3° posto discesa libera
  • 1984 Campionati Italiani Allievi – Cervinia (AO)
  • 2° posto slalom speciale, 3° posto slalom gigante
  • 1987 Campionati Italiani Giovani – Cervinia (AO)
  • 1° posto slalom speciale

 

BIOGRAFIA GIULIA GIANESINI:

Giulia Gianesini nata ad Asiago il 21 marzo 1984 è un’ex sciatrice alpina italiana specialista dello slalom gigante.

 

 

Originaria di Gallio, la Gianesini ha iniziato a partecipare a gare internazionali FIS nel dicembre del 1999. Ha fatto il suo esordio in Coppa Europa il 18 gennaio 2003 nello slalom speciale di Passo del Tonale, mentre la sua prima gara in Coppa del Mondo è stata lo slalom gigante di Semmering del 28 dicembre 2004.

L’11 marzo 2005 ha colto a Roccaraso in slalom gigante il suo primo podio in Coppa Europa (2ª) e ha ottenuto i primi punti in Coppa del Mondo il 26 gennaio 2008, quando è giunta 24ª nello slalom gigante di Ofterschwang. Sempre in slalom gigante ha colto il suo miglior piazzamento in Coppa del Mondo, 9ª il 24 gennaio 2010 a Cortina d’Ampezzo, e l’ultimo podio in Coppa Europa, 3ª il 15 febbraio 2011 ad Abetone.

Si è ritirata al temrine della stagione 2013-2014; la sua ultima gara in Coppa dle Mondo è stato lo slalom gigante di Sölden del 26 ottobre e la sua ultima gara in carriera quello dei Campionati italiani 2014, il 30 marzo a Livigno: in entrambi i casi la Gianesini non ha completato la prova. In carriera non ha preso parte né a rassegne olimpiche né iridate.

Ad oggi è un istruttore Nazionale Sci Alpino ed  allenatore di II° livello.  Dal 2014 sta allenando gli atleti del gruppo giovani dello Sci club Gallio con grande passione e dedizione.

PALMARES:

CATEGORIE GIOVANILI

1994: 2°classificata al trofeo internazionale fila sprint

1995: 1° classificata al trofeo internazionale fila sprint; 1° classificata al gran prix giovanissimi nazionale

1996: 3° classificata campionati italiani ragazzi slalom speciale

1999: 1° classificata campionati italiani allievi slalom gigante

Entrata a far parte della squadra nazionale nel 2002. Nel 2003 convocata ai Mondiali di Santa Caterina non gareggiando causa infortunio.  Ha partecipato alla sua prima gara in coppa del mondo nel 2004 a Semmering.

STAGIONE 2008/2009: 

Campionati Italiani: 1°posto slalom gigante.

Gare internazionali (FIS): 1°posto San Martino di Castrozza; 1°posto slalom gigante Nevegal; 1°postoslalom gigante Val Zoldana.

Coppa Europa: 3°posto classifica generale di slalom gigante.

Coppa del mondo: 14°posto slalom Gigante La Molina (Spagna); 26°posto slalom gigante Maribor (Slovenia); 32°posto slalom gigante Ofterswang (Germania); 34° posto slalom Gigante Semmering (Austria).

STAGIONE 2009/2010: ranking Coppa del Mondo: 16^

Coppa del Mondo: 20°posto slalom gigante Solden (Austria); 9°posto slalom gigante Cortina d’Ampezzo; 10°posto slalom gigante Garmisch-Partenkirchen.

STAGIOINE 2010/2011: ranking Coppa del Mondo: 21^

Coppa del Mondo: 13°posto slalom Gigante Zwiesel; 16° posto slalom Gigante Spindleruv; 3°posto Team Event Lenzerheide.

STAGIONE COPPA DEL MONDO 2011/2012: ranking Coppa del Mondo: 25^

Coppa del mondo: 13 posto slalom gigante Kraniska Gora; 15 posto slalom gigante Soldeu.

Campionati italiani:

1 oro slalom gigante nel 2009.
3 argenti slalom gigante, combinata nel 2006, combinata nel 2008.
3 bronzi super gigante nel 2006; slalom speciale nel 2008, slalom gigante 2011.

OGGI: Istruttore Nazionale Sci Alpino; allenatore II° livello
E’ stata un atleta del gruppo sportivo Polizia di Stato (fiamme oro) fino a settembre 2014

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